L’Interporto di Bologna è una struttura
di forte specializzazione tecnologica e funzionale, ciononostante
non vengono trascurati gli aspetti architettonici ed urbanistici.
Le aree destinate a verde superano il 30% della superficie complessiva
dell' Interporto.
Le alberature sono scelte tra quelle autoctone della pianura bolognese.
In alcuni luoghi è prevista la realizzazione di opere di
arredo con particolare contenuto simbolico e/o artistico.
LA ROSA DEI VENTI
La rosa dei venti, rappresenta le molteplici destinazioni e provenienze
dei traffici che costituiscono l’attività dell’Interporto.
LA
TOUR DES REFLETS
L’opera dell’artista francese Véronique
Joumard introduce la dimensione culturale nella funzionalità
dell’arredo urbano dell’Interporto di Bologna.
Questo progetto si è potuto realizzare grazie alla
collaborazione tra l’Interporto Bologna S.p.A. e i Ministri
della Cultura e degli Affari Esteri francesi, rappresentati
dall’ AFAA (Association Française d’Action
Artistique) che da parte sua aveva promosso, nel 1998, un
programma internazionale denominato “Art à la
Carte”. In questo caso si è optato, dopo invito
e selezione, perla realizzazione di un’opera che rispondesse
in modo specifico al luogo di ambientazione, alle sue caratteristiche
e alla sua funzioneA questo programma è stato anche
associato il Crestet Centre d’Art (Vaison La Romaine).
L’ Interporto di Bologna ha partecipato pienamente a
questo progetto, dalla ideazione alla realizzazione che è
stata compiuta dai suoi servizi tecnici.
Il progetto è stato curato dalla Dott.ssa Danielle
Londei, incaricata di missione per le arti visive, presso
l’Istituto Francese di Firenze e l’Ambasciata
di Francia a Roma
IL BOSCO DI PIANURA
L’Interporto si trova inserito nel territorio a nord di Bologna.
L’aspetto tipico è quello della pianura bolognese con
ampi spazi coltivati e modesta presenza di fabbricati agricoli.
Per conservare il più possibile l’ambiente esistente,
l’Interporto, fin dagli studi progettuali degli anni ‘70,
ha individuato, a margine dell’infrastruttura, una fascia
di territorio per la messa a dimora di essenze arboree a carattere
boschivo.
I Comuni competenti, nei rispettivi Piani Regolatori, hanno dato
carattere di norma urbanistica alla suddetta fascia di riequilibrio,
che di fatto ricostituisce in questa parte di territorio il bosco
di pianura esistente nel 1500 e nel quale si andava a caccia con
i falchi addestrati.
La società Interporto ha già provveduto, in relazione
allo sviluppo della realizzazione degli impianti, alla messa a dimora
di circa 70.000 piante in una fascia di 70 ettari circa.
Le principali essenze arboree che vengono utilizzate sono le stesse
già preesistenti nella pianura bolognese e cioè: noce,
farnia, frassino, acero campestre, pioppo, carpino bianco, bagolaro,
salice, nocciolo, prugnolo e sanguinello.
In rapporto alla progressione delle costruzioni la fascia boschiva
si sviluppa a fianco delle stesse fino a terminare con la conclusione
delle attività edificatorie.
NORD – SUD
L'Interporto di Bologna diventa più grande
e assieme cresce anche l'attenzione per rendere più vivibile
la nostra area con la creazione di Opere d'Arte.
Non aspiriamo all'organizzazione di un Museo d'Arte all'aperto -
lo abbiamo già detto in occasione della presentazione de
"la Tour des reflets" - ma non per questo rinunciamo all'apporto
che la creatività artistica può dare ad un luogo come
l'Interporto, collocato nel mezzo della pianura bolognese, ricco
di oltre 350.000 mq. di magazzini per la logistica, pieno di strade,
piazzali, binari su cui ogni giorno si muovono 5.000 camion e 30
treni.
Un luogo nel
quale arrivano e partono merci da e per tutto il mondo e quindi,
in un mondo sempre più globalizzato, dove la relazione
fra il nord e il sud è il nostro quotidiano, è
straordinaria l'occasione che ci offre l'estro creativo di
Henri Olivier che riempie il container non di merce, ma di
un prodotto "altro" come messaggio forte e ricco
di valori che richiama la solidarietà, il rapporto
fra popoli ricchi e poveri, fra i luoghi della produzione
e quelli del consumo, fra sviluppo ed arretratezza, fra rispetto
dell'ambiente e della natura e crescita economica sostenibile.
Ecco allora che sette comunissimi container, nostro
strumento di lavoro quotidiano,
inseriti nella viabilità dell'Interporto ed in un prato tra
i quali anche le essenze arboree e le piante richiamano alle due
parti del mondo, diventano piacevole arredo urbano e occasione di
riflessione per tutti coloro che all'Interporto lavorano o transitano.
Un sincero ringraziamento va all'Alliance Française de Bologne
nella persona della prof.ssa Danielle Londei per la collaborazione
prestata e per averci guidato in questa ulteriore tappa del nostro
viaggio attraverso il mondo; in particolare va il ringraziamento
a tutti coloro che hanno collaborato fattivamente alla realizzazione
dell'opera.